” Pecunia – La Via Crucis di Papa Francesco “

Giovedì 20 Marzo al Teatro Carcano di Milano è andato in scena:
” Pecunia – La Via Crucis di Papa Francesco “ di e con Gianluigi Nuzzi, tratto dai suoi libri inchiesta : ” Vaticano Spa ” , ” Sua Santità ” e ” Via Crucis “.
Un saggista, giornalista, conduttore televisivo Gianluigi Nuzzi, di quelli che fanno vero giornalismo. Del resto, quando hai davvero la vocazione per tale professione, quello che ti interessa è la verità. È la verità che deve essere il patrimonio di ognuno di noi, non i falsi messaggi, i falsi racconti.
E quando ce l’ hai dentro la luce della verità, questa sarà la tua guida sempre.
Ed ecco quel filo rosso di cui Nuzzi parla spesso nel programma televisivo
” Quarto Grado ” da lui condotto. Il filo rosso , in questo giallo teatrale, è fatto di registrazioni, documenti che Nuzzi ha portato fuori dal buio dei segreti e delle menzogne e ci ha sbattuto in faccia nei suoi libri ed anche su quel palcoscenico.
Ecco che riaffiorano tutti gli scandali che hanno colpito il Vaticano: da quelli finanziari e politici dell’ Istituto per le Opere di Religione , alla scomparsa di Manuela Orlandi, ai fatti noti come Vatileaks.
Tanti i nomi che emergono, tanto l’ amaro che senti dentro quando sai bene che queste brutture umane si possono nascondere proprio lì: nella Chiesa.
Tanta l’ ignoranza di molti purtroppo, di quelli che scelgono le vie più semplici di cosa è più comodo pensare, dire, piuttosto che prendere posizione ed ammettere la realtà. Ovvio, non c’ è solo del marcio. Ma dove c’ è potere e c’ è denaro, la corruzione è dietro l’ angolo.
In questo giallo teatrale Nuzzi non si pone come dispensatore di verità; Nuzzi dice sì la verità provata, documentata, ma ce le apre, ce le scuote quelle menti, ci lascia degli interrogativi , a cui sarà la nostra coscienza a dare una risposta.
Tra i punti fermi di questa indagine dal gusto teatrale, però, mi sono rimaste impresse tre cose soprattutto , che voglio farvi presenti: la solitudine di Papa Benedetto XVI, la lotta odierna di Papa Francesco ed il messaggio finale che risuona nella mente.
Eh sì, sono proprio felice dell’ immagine emersa di Ratzinger, perché io sono tra coloro che erano e sono convinti che la sua scelta di allontanarsi dal Papato sia stata una scelta di fede, una scelta dovuta ad un fardello troppo grande, a nuove verità scoperte da contrastare.
Un Papa lasciato solo ripete più volte Gianluigi Nuzzi.
Ed altro non mi viene da sottolineare se non che penso incardini proprio la solitudine dei nostri tempi. La solitudine dei valori ormai persi, la solitudine che non trova spesso ristoro nemmeno nella Chiesa.
Nel finale di questa indagine, seguita passo passo insieme al pubblico, il cerchio si chiude con una luce di speranza, con le parole di Papa Francesco, con la strada che il nostro Papa di oggi ha intrapreso ed, anche qui, insieme alla speranza, un sapore amaro nel cuore rimane.
Adesso la domanda è: ” Ce la farà Papa Francesco e, soprattutto, sarà lasciato solo anche lui ? “. La paura di una risposta affermativa si sente fortemente.
Se dovesse rimanere davvero solo, ciascuno di noi sarà un po’ colpevole.
Ma le parole che, più di tutte, continuano a rimbombarmi dentro sono queste :
” La Chiesa per essere credibile deve essere povera “.
Ringrazio Gianluigi Nuzzi per essere un uomo ed un professionista dalla parte della verità.
Ylenia Proietto





